Massimo Carlotto

DEDICATO A LAURA

I nostri nonni partirono assieme per l'Argentina come tanti altri veneti, spinti dalla miseria e dal desiderio di vedere una terra sconfinata.
Il mio, Guglielmo, ripartì qualche anno dopo. A Baires aveva rincorso inutilmente quella fortuna che poi incontrò al suo ritorno in Italia, a Padova. E così, ultimo di tanti nipoti, lì sono nato anch'io.
Tuo nonno, invece, si era fermato. Ma dei Carlotto d'Argentina, lontani e sconosciuti parenti, oggi rimane solo Stella, tua madre. Ogni settimana porta la tua fotografia in Plaza de Mayo: una moltitudine di donne, di ritratti di giovani figli dal volto sorridente e un silenzio che fa sanguinare le orecchie.
Zia Stella - posso chiamarla zia? - non si rassegna. Anche se ha saputo dai coniugi Còrdoba - te li ricordi? Eravate vicini di cella nel campo di La Cacha - che ti hanno assassinata un 24 agosto, gettandoti da un elicottero nell'oceano - dicono che un raggio di luna ti abbia illuminato la schiena mentre precipitavi e seguita fin sotto le onde - anche se ha saputo che Chiquito, il tuo compagno, è stato fucilato un 26 novembre.
Vuole trovare tuo figlio. Anche se ha saputo che l'hai partorito in manette un 26 giugno e te l'hanno lasciato tra le braccia soltanto per cinque brevissime ore per poi affidarlo a una famiglia di militari.
Ora ha diciotto anni e zia Stella vuole incontrarlo. Almeno una volta prima di morire. Mi chiedo spesso se questo potrà mai accadere e se allora saprebbe trovare il coraggio di raccontargli di un'altra famiglia, della sua vera famiglia oppure si limiterebbe ad accarezzargli in silenzio il viso e i capelli.
Dicono che Dio conti le lacrime delle donne. Se questo fosse vero, a Plaza de Mayo sono convinto che ci ha rinunciato.

Ciò che ho scritto lo dedico a Laura. Un amico, leggerà queste mie parole ad alta voce duemila chilometri a sud di Bariloche, su quell'altura dove il vento raccoglie la posta indirizzata ai desaparecidos. Forse scriverò ancora e forse un giorno verrò, per chiedere ai pescatori dove si trovi quel raggio di luna che ha scelto di stare con Laura nell'oceano.