*
Di notte, la chiave nella toppa
rientrando a passi fiochi, con i libri
che avremo messi nel corridoio
a bisbigliarmi un saluto
consapevole, più saggio ognuno
di chi tutti li ha letti;
il bicchier d'acqua, il bagno, lo
spazzolino e lo specchio, sempre
letterario, a variare l'identica
finzione: e solo entrando
in camera, sordo al tuo sonno
piccoloe odoroso, immune
dai tuoi zoccoli lasciati al buio
per via, allora solo mi saprò
indurevole, perso al mentre poiché
la morte è insocievole e ci distilla.
A
quanto so, così dovrebbe andare:
la fine è rimanere, non spostare.
**
Salpano le ragazze stando a riva,
sul lungomare per mano ho mia moglie.
È certo che arrivi da lontano
il desiderio di vita che coglie?
***
Quando avrai consumate
e splendide le mani
in spigoli, carezze,
quando avrai chiesto
a milioni di maniglie
di svelarti tenuta e compresa
e sarai annidata e nascosta
nei miei pensieri o nell'ultimo
malumore del mio addio,
come calma e lucida sarai,
più dello specchio in cui ora
ti cerchi, come piccola
sembrerai, quasi candela...