Paolo Febbraro


DEL MARE

Come per Le Mont-Saint-Michel
hai camminato credendo alla spiaggia
lasciando i bagagli all'hotel
col passo in stato avanzato
hai colto lo spazio da fare
voltandoti tardi a vedere
lo strazio del tempo, del mare.

 

ANNI

*
Di notte, la chiave nella toppa
rientrando a passi fiochi, con i libri
che avremo messi nel corridoio
a bisbigliarmi un saluto
consapevole, più saggio ognuno
di chi tutti li ha letti;
il bicchier d'acqua, il bagno, lo
spazzolino e lo specchio, sempre
letterario, a variare l'identica
finzione: e solo entrando
in camera, sordo al tuo sonno
piccoloe odoroso, immune
dai tuoi zoccoli lasciati al buio
per via, allora solo mi saprò
indurevole, perso al mentre poiché
la morte è insocievole e ci distilla.

A quanto so, così dovrebbe andare:
la fine è rimanere, non spostare.

**
Salpano le ragazze stando a riva,
sul lungomare per mano ho mia moglie.
È certo che arrivi da lontano
il desiderio di vita che coglie?

***
Quando avrai consumate
e splendide le mani
in spigoli, carezze,
quando avrai chiesto
a milioni di maniglie
di svelarti tenuta e compresa
e sarai annidata e nascosta
nei miei pensieri o nell'ultimo
malumore del mio addio,
come calma e lucida sarai,
più dello specchio in cui ora
ti cerchi, come piccola
sembrerai, quasi candela...