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Ci sorprendiamo esitanti
di fronte a questa collina
di campi incolti e aggrediti.
Guardiamo
con stupore
apparenti addizioni e pesanti.
E
sono automobili che arrancano
fumando nei mattini brumosi.
E
sono rumori nuovi
di pali battuti.
Altro
non resta
che raccogliere parole
che non s'usurano.
**
È incominciato l'assedio
che si attendeva da tempo.
Hanno
innalzato graticciate
di plastica arancione.
Agisono
in silenzio
sotto questo sole incerto
di un luglio anomalo.
Si
schierano altre truppe
di nascosto talvolta scavando trincee.
Gli
assedianti ormai pronti
all'attacco finale.
Resisteremo
senza piegarci
ma la terra là fuori
non sarà più quella di prima.
Hanno
mandato a morire
lucertole nuove nate.
***
Lenti e inesorabili movimenti;
niente ha fermato l'accerchiamento
in questa residenza staccata dai confini...
Scompaiono
i campi e le erbe
senza nome, emerge inarrestabile un ordine
indesiderato davanti...
Da
qui il mare lo ricercheremo
con spostamenti voluti
e non ci dirà ormai più
verità improvvise.
****
Quasi non li vedi più
che si arrampicano sulle armature,
passi e non guardi,
anzi saluti sbadatamente.
I
rumori poi sono sfondo
di giornate indifferenti:
i martelli sui chiodi
la pompa che soffia calcestruzzo;
ti sorprende solo l'assenza.
E
intanto cresce
questa occlusione dei giorni
qui davanti senza percepirla.
Piano
piano ci si abitua
anche all'assedio.