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Tu parli un'altra lingua,
un tardo idioma etereo e inconsueto,
un codice segreto
che non ha traduttori.
Ci resta da scoprire il gesto
misurato della mano,
il mondano passo di danza
consumato imperfetto,
un altro tuo idioletto
che non serve a capire.
Noi continuiamo a dire
le nostre lingue barbare e scontrose,
i verbi che tendono a incupire,
le parole difficili amorose.
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Per quanto è lunga la notte
le strade rotte dal vento
ti apparterranno.
A me rimangono i vapori
di una penombra amata e clandestina,
i declamati orrori
delle parole: una miseria
che stride e s'accartoccia.
Il gioco:
carta forbice e roccia.
***
Forse dovrei svanire
come s'asciuga la medusa al sole
come steccano selvagge le parole
nelle gole dei vecchi.