Vincenzo Pezzella


LUCILLA

E l'angelo scese dal leccio
nella notte che schiariva
all'alba. Era stanco. Aveva
vegliato e controllato tutte
le stelle con il suo periscopio.
Quelle appena nate o quelle
in via di finire e spente.
I suoi occhi affaticati e stanchi
piegavano le palpebre come
un dolce bacio. Le sue ali
di piume azzurrine erano
cosparse di brina e infreddolite,
così le scosse e stiracchiò
le braccia; ora poteva riposare.
Lassù nel cielo blu notte da un
buco nero era nata una
stella, una piccola stellina
mentre un'altra si spegneva e
spariva. Ora anche questa
nuova nata era nel computer
di Dio. E dopo averla classificata
con un numero vicino
all'infinito e chiamata
col nome di Lucilla,
l'angelo si stese sull'erba
fitta di margherite e scese
in un sonno profondo aspettando
una nuova notte.