Le Edizioni Nuove Carte
Simonetta Melani

 

Per un magico passaparola sotterraneo, un corso d'acqua infiltrante, un tam tam, scegliete voi, eccomi nuovamente in partenza e questa volta verso le Marche. Devo ringraziare Fabrizio Mugnaini, carissimo amico capitano e timoniere, e Alessandro Trasciatti, mio compagno di lavoro e di viaggio, per questa nuova occasione. Che bella famiglia questa della piccola, preziosissima, editoria artigianale! Ogni incontro è un invito a mensa. E che banchetti! I tavoli si riempiono di libri preziosissimi come portate succulente che amabilmente si condiscono e si irrorano di conversazioni fluviali e amorose e di scoperte che hanno il sapore ed il gusto dell'alta cucina d'autore. Si mangia bene in casa Perelli: plaquettes al latte di rosa, cotte a puntino, ma anche... un'ottima pastasciutta della bravissima Egle, che diamine!.


Le Edizioni Nuove Carte, Fano
Incontro con Giordano Perelli

Cara Simonetta,
...queste piccole edizioni sono nate quasi per gioco. Col tempo hanno preso talmente piede che ho portato la tiratura da 75 a 99 copie... Ho prodotto anche libri con stampe originali edite da me e da altri, cartelle con stampe ed anche incisioni singole... Non ho mai messo in vendita le mie edizioni, le spedisco agli amici e se capita le uso come scambio (è così che ho conosciuto Fabrizio)... Abito a Fano, città di mare ma non sono uomo di mare. Sono nato in campagna nella periferia di Fano, ho passato l'infanzia fra sassi e gorghi del fiume Metauro e gli anni più belli a Urbino, in mezzo ai monti, per l'Accademia e per la Scuola del Libro...
Caro Giordano,
... le Marche, le ho sempre sentite come una terra chiusa, montana, nonostante la posizione geografica, e le rare visite mi hanno confermato questa percezione di entroterra. Il mare è da voi un accidente di passaggio, una visione da ex voto...

Una passeggiata al mare? Eccolo il mare. Camminiamo in un acquerello, sospensione metafisica, e ancora non mi distacco dalla mia istintiva percezione di mare madonnaro. Cammino con i miei amici e parliamo di segni, di poesia, d'incisione e tutto vola e si posa sul mare piatto, sui ciottoli rosati della spiaggia... sto un po' perdendomi, come talora mi capita... Per fortuna Egle ci indica il punto esatto in cui pianta il suo ombrellone e tutto si riempie di sole, di voci, di carne, di occhi di uomini, come qui dicono, "gustosi", occhi vogliosi.
"Noi che siamo uomini ancora gustosi", fotografie di Paolo Talevi e testo di Marco Ferri, 1978, è una delle prime pubblicazioni importanti del nostro amico Perelli. È uno dei quattro corposi cataloghi dedicati a questo bravo fotografo e amico, come “Piazza delle Erbe” del 1977 e "Proibito entrare" che nel '78, sempre con versi di Ferri, documenta e denuncia lo stato di abbandono dal dopoguerra dell'adesso restaurato e splendido Teatro della Fortuna di Fano, e come "A sera una schiera di netturbini ramazza il viale", immagini "raccattate" da dopo-carnevale, del 1981.
Parla lentamente Giordano Perelli, occhi chiari e barba bianca, con il sorriso gentile dell'ascolto e della pazienza, e a bassa voce parla, ma nel frattempo mi dispone sul tavolo in un susseguirsi senza pause una miriade di libri, di cartelle, di cataloghi tanto che ho difficoltà ad annotare nel mio quadernino i nomi, le collaborazioni... aspetta Giò, calma...
Incisore e scultore, nato nel 1943 in una località periferica di Fano, a Bellocchi (dove tuttora va a fare il contadino e a curare le sue erbe e dove tiene il torchio e quindi lo studio calcografico), si è formato ad Urbino all'Istituto d'Arte e, sotto la guida di Castellani, Piacesi, Bruscaglia e Carnevali, alla Scuola del Libro come incisore e all'Accademia delle Belle Arti come scultore. Per anni ha fatto lo stampatore per La Pergola e la rivista Il Leopardi.
"Il libro per me è come un amore e per questo lo porto ogni giorno sottobraccio. Lo sogno come si sogna l'amore e per questo molte idee mi vengono di notte. È come un'amante e per questo me lo ritrovo molto spesso fra le lenzuola. Mi è fedele: mi ci addormento assieme e me lo ritrovo vicino quando mi sveglio. Io amo il libro e ne sono geloso". Così scrive e questo amore è testimoniato dalla sua ricca biblioteca, dalle rarità bibliografiche che ci mostra con amorevolezza. È testimoniato dalle collaborazioni artistiche. E non solo. Il libro è per lui diventato oggetto di ricerca. Sperimentatore di tecniche incisorie, di intreccio dialogante fra scrittura e immagine, di decontestualizzazione, di collages fra fotoincisione ed incisione, Perelli, nella sua ricerca artistica, ha fatto del libro un feticcio, lo ha consacrato e dissacrato, fino a proporcelo come "antilibro", sotto teca o sigillato in zinco inciso da arcane simbologie profetiche ed inquietanti sui tempi a venire.
Nel 1973 Giordano Perelli dà vita alle sue Edizioni Nuove Carte, inaugurandole con tre accurate cartelle: "La grande famiglia", dieci bulini di Ljubomir Kokotovic presentati da Matteo Grifa; "Cavallo a dondolo", sei incisioni di Zivko Djak presentate da Roberto Sanesi e “Il ricordo di una sera”, dieci sue acqueforti presentate da Silvia Cuppini. Fra le cartelle, edite negli anni successivi, "La strada della croce" con un testo di Umberto Vivarelli, una premessa di David Maria Turoldo ed otto calcografie di Perelli stesso. Nel 1974 pubblica il libro, in 144 esemplari, "Feastair", di Fabio Ciceroni.
Ama la diffusione dell'arte calcografica a tal punto da tenere corsi di incisione e di stampa sia al Museo d'Arte Moderna e dell'Informazione di Senigallia, città dove insegna, sia al Centro Internazionale della Grafica di Venezia di Nicola (Lilli) Sene e Silvano Gosperini, che, oltre ad essere punto d'incontro artistico e scuola, è anche una raffinatissima casa editrice, come dimostra la recente cartella, "Il gioco del pesse", con 46 incisioni, di cui una del nostro Perelli che ama da sempre collaborare ad iniziative editoriali.
Eccolo infatti nelle edizioni Sentinum di Sassoferrato, che nel 1973 gli dedicano una cartella con tre poesie di Egidio Mengacci ed ancora fra le Edizioni d'arte Il Colle nel "Libro con me - ovvero Calendario del libro perpetuo", curato dal poeta Ercole Bellucci con una nota di Carlo Bo e dodici incisioni. In una edizione cofanetto di piccolo formato edita nel 1981 dal Circolo Culturale San Bernardino di Urbino lo ritroviamo sempre con Bo in "Letteratura come vita". Ma è presente pure nella collana, ricercatissima ed elegantissima, di plaquettes d'arte edita dalle Ed. Flaminia di Pesaro, "Scritture e figure", incontri fra poeti ed artisti. Interessantissima poi la grande cartella edita dalla Società Filosofica Italiana di Urbino a cura dell'Università degli Studi, che nel 2001 propone un itinerario d'incontro in cui, filosofi ed artisti, con un pensiero ed un'incisione, interelazionano.
Ma guardiamo insieme le plaquettes che Giordano cura e dona agli amici. Formato verticale, cm. 29 x 13, 5, copertina/contenitore cartonata, molto fibrosa e di colore grezzo, ocra o grigio, con ampio risvolto per il colophon. A caratteri tipografici troviamo in alto il nome dell'autore del testo scritto, di seguito il titolo e sotto il tipo d'intervento (di solito calcografico) con il nome dell'artista e degli autori di eventuali testi di accompagnamento; in basso ecco il bel logo: un drago, preso in prestito dalla splendida iconografia giapponese. Nell'interno, a fogli sciolti, in bella carta Fabriano, il frontespizio, i testi e la stampa calcografica, tirata dallo stesso Perelli con il suo torchio, numerata e firmata dall'artista. Elegantissime.
La bellezza di queste plaquettes, connubi di intelligenza creativa e sapienza operativa, è stata messa in mostra, nel 1996 in Urbino, a Palazzo Petrangolini; nel 1999 a Senigallia presso il Museo Comunale e recentemente a Milano, in dicembre, alla Galleria Cinquesensi, in grande e squisita compagnia con le edizioni di Mugnaini, di Bevilacqua, di Budetta e di Passerini.
Iniziò a pubblicarle nel 1983 ma solo dagli anni '90 con la regolarità di una/due all'anno. Le collaborazioni, come sempre avviene in questo genere di editoria, si allargano nel tempo a ventaglio: dagli amici scrittori ed incisori più prossimi a nuovi nomi imprevedibili o addirittura straordinari, come nel caso di "Dialogando", testo del Premio Nobel Naguib Mahfouz, con un'intervista di Salwa Eleinanj, una presentazione di M. Grazia Rizzoni e un'acquaforte di Hussein El Ghebali (1997). Ancora alcuni nomi: Valter Gambelli, Katia Migliori e Roberta Casadei che assieme si propongono in una maxi plaquette sigillata con spago e ceralacca; e poi ecco spuntare Francesco Scarabicchi, Michele Ferri, Franca Maria Mancinelli, Vincenzo Guarracino, Luca Crippa, Franco Scataglini, Eugenio De Signoribus, Marco Ferri, Gian Ruggero Manzoni, Giorgio Antinori, Silvano Gosperini, Luciano Menetto, Nicola Sene, Enzo di Martino, Maria Daniela Stella, Mario Di Martino, Silvia Cuppini, Massimo Raffaeli, Francesco Baldarelli. E chissà quanti altri se ne aggiungeranno! Nuovi amici, artisti e scrittori, che, magari anche leggendo questa paginetta, si sentiranno stimolati a prender contatto e ad inviare a Perelli del loro materiale inedito per le sue prossime edizioni... gratuitamente, s'intende! E del resto, non è proprio nell'amore dei piccoli gesti che sta tutto il bene del mondo?