Le Edizioni L'Obliquo
Simonetta Melani

 

Dedicato a Edo.
Sono partita la mattina stessa in cui Edo ha deciso di lasciarci. Valigia alla porta, treni prenotati, sto per uscire, il telefono squilla. Non volevo più partire. Sono partita. Con te, Edo. Mi sono inventata che eri con me, come quando si mette un cerotto su una ferita per non vederla. Io sono brava ad inventare ma, guarda caso, in treno c'era sempre accanto a me un posto vuoto. Incredibile. Comincio a credere che quello che a volte m'invento abbia una sua ragione. Così abbiamo commentato con ironia e passione le notizie del giorno, mi hai accompagnato ai binari giusti e mi hai subito indicato, sorridendo, la persona che mi stava aspettando ma che non conoscevo: eccolo lì... non lo vedi?... è uguale a noi!

Edizioni L'Obliquo, Brescia
Incontro con Giorgio Bertelli

Stazione di Brescia. Non ci conosciamo personalmente. Cerco di focalizzare le sue minime, fumose e quantomai anonime indicazioni telefoniche per individuarlo. Tento un sorriso scemo ad un tipo alto, barbetta e lenti. E' lui.
Bella persona Giorgio Bertelli, editore raffinatissimo delle edizioni L'Obliquo. Un intellettuale elegante, cortese, garbato. Un amico amabile con cui passeggio chiaccherando in perfetta sintonia per gli angoli e le piazze di questa splendida città che non conoscevo. Dalla sua bella casa-torre che mi ospita, un osservatorio sulla città, ci avviamo verso lo studio poco distante, molto spazioso e spudoratamente ordinato. Mi mostra l'archivio. Che bellezza! Insieme sfogliamo, cerchiamo titoli... Ecco le prime edizioni, con il logo stampato a secco... e le ultime... Il tavolo è una distesa di leccornie... Prendi pure... Ma noo!... Che indigestione per la mia ingorda valigietta rossa! Ci sediamo? Dimmi di te. Dico di lui.
Nato in questa città nel 1957, lascia la facoltà di Economia e Commercio ad un passo dalla laurea e si dedica completamente al suo attuale lavoro d'artista e di editore. Un artista soprattutto grafico, affascinato dalle suggestioni profetiche delle tematiche bibliche, ma anche visionario contaminatore di immagini, manipolatore di presenze estreme in terracotta, creatore di allarmanti percorsi di morte antropologica, in una ricerca concettuale ed espressiva sui temi fondamentali dell'uomo e della sua storia. Sintomaticamente, questa ricerca intellettuale di appassionata testimonianza civile é avvertibile nel percorso della sua attività editoriale.
Un po' per gioco, molto per amore, nel 1985 Bertelli con Aurora Rivadossi, pubblica il primo volume delle edizioni L'Obliquo in duecento copie e cinquanta esemplari numerati con una sua acquaforte, I Canti di Maldoror - sette brani scelti dal primo canto di Isidore Ducasse, conte di Lautréamont. Mai avrebbe pensato che da lì sarebbe iniziata un'attività editoriale vera e propria, ma, come spesso avviene nella vita, l'imprevedibile è sempre in agguato. Attilio Lolini dedica al libro una bella recensione su Il Manifesto. Bertelli scrive a Lolini per ringraziarlo. Il poeta lo incoraggia a continuare, ad osare. Inizia così la loro bella amicizia come pure l'avventura editoriale de L'Obliquo.
A sostenerlo nella difficile ma appassionante impresa gli amici intellettuali, artisti, scrittori, editori, che a mano a mano si affacciavano incuriositi, coinvolti, affascinati. Infatti, é proprio il fascino, la seduzione della ricerca, che si trasmette per incanto in questo circuito di intelligenze elette e laboriose che é la piccola editoria domestica, fuori dal grande mercato. L'intreccio dei rapporti disinteressati, che si intensificano nella progettazione e durante il lavoro, permane dopo, in tutta la sua variegata ma intera umanità. L'incontro diventa quindi punto determinante d'intesa e sodalizio. Il profitto, ma la parola non é certamente adeguata in simili imprese!, é senza dubbio insignificante, subordinato al piacere della costruzione di ogni libro. Ciò identifica una differenza rispetto alla produzione delle grosse case editrici, percepibile nella qualità dei titoli, nella cura dei testi e della grafica.
Alla fine degli anni ottanta il libridinoso Vanni Scheiwiller, curiosando fra i piccoli editori in mostra a Bel Gioioso per la prima grande mostra mercato Parole nel tempo, ebbe ad imbattersi con le edizioni di Giorgio Bertelli. Si congratulò con il giovane editore e lo sostenne nel tempo di poi. Infatti, in occasione del decennale delle pubblicazioni de L'Obliquo, in catalogo, per la mostra organizzata a Brescia nel 1996 dall'Associazione Artisti Bresciani, Scheiwiller così scriverà: " (...) come i migliori tra i "piccoli editori", Bertelli e "L'Obliquo" tendono coraggiosamente, con serena caparbia disperazione, alla ricerca, anzi al recupero del lettore che non vuol farsi condizionare, insofferente per i libri programmati, ansioso di scrittori italiani e stranieri, di artisti italiani e stranieri, non inseriti nel "sistema" dell'editoria odierna, al di fuori cioè della commercializzazione (...) ".
Nel dicembre del '99, per la presentazione del catalogo delle edizioni L'Obliquo in Milano, Vincenzo Consolo, come in amabile conversazione con lo Scheiwiller di cui sopra, precisa: " (...) tanto più importante, necessaria oggi questa editoria "obliqua" quanto più l'editoria verticale, la prepotente industria editoriale tende ad omologare e a far smarrire il lettore, a porre tutto in una deprimente orizzontalità di senso, di valore, in cui sembra non lasciare spazio alle divergenze (...) ". E con lui, sarcasticamente, Lolini: " (...) un libro facilmente reperibile é un non libro essendo assimilabile ad un prodotto qualsiasi: un Oscar, un Mito o quant'altro, é un prodotto identico ad un sofficino Findus o ad un pollo Arena (...) ".
Ma guardiamoli insieme questi libri, questi gioielli. Ogni anno per i caratteri de L'Obliquo escono sette, otto titoli. Sfogliando il catalogo, che v'invito a consultare (www.edizionilobliquo.it), ci rendiamo conto dell'amore e della ricercatezza di questo editore. Innanzitutto le collane, addirittura sei con un preziosissimo Fuori collana.
Interferenze si apre con i primi testi inediti pubblicati nel 1986. Qui troviamo Fortini, il gruppo teatrale d'avanguardia I Magazzini Criminali e Bertelli stesso con i suoi disegni, Il mio Cohélet. Poi ecco spuntare Conrad, London, La Capria, Fofi, Bataille, Genêt ed altri grandi fino a Kuzmin, in tutto ventinove titoli. Ma le più nutrite sono la bianca collana di narrativa Polaroid e la colorata Ozî, interamente dedicata alla poesia. Di piccolo formato, 17x13, copertina in cartoncino ruvido con ampio risvolto, bella carta interna, bianca per Polaroid, avorio per Ozî. Alcuni nomi? Donatoni, Céline, Artaud, Scarabicchi, Verlaine, Basso, Lolini, Casiraghy e Rinaldi, De Luca. Tutti chiaramente inediti.
Queste tre collane, curate da Bertelli in prima persona, prevedono una tiratura tipografica (in genere sulle cinquecento copie) ed una limitata (mai superiore a cento) con un'opera originale d'artista (acquaforte, lito, disegno, fotografia) dello stesso formato del libro. Qui compaiono i nomi di Boetti, Schifano, Accardi, Messina, Cascella, Conti, Salvo, Paolini, Bertelli stesso e molti altri ancora, eccellenti ed emergenti. Appassionati collezionisti han quindi suggerito all'editore di promuovere una forma di abbonamento. Così Bertelli, ogni anno, propone una disponibilità limitata a trenta abbonamenti. Quest'anno, per esempio, cinque titoli inediti con opera d'autore, al prezzo accessibile di 155 euro. E qui per voi, amici del Grandevetro, ecco in anteprima le prossime uscite: un sospirato e quanto mai atteso Vincenzo Consolo con Isole dolci del dio, e poi Mark Strand, Francis Ponge, Paolo Febbraro, Raymond Queneau.
Ancora in catalogo troviamo, a cura di Sandro Lombardi de I Magazzini, la collana Opuscoli, tra i cui titoli spicca il testo di Luzi, Via Crucis al Colosseo. Poi Letture "Centro Franco Scataglini", nata in collaborazione con il comune di Ancona e curata dal Centro stesso per la diffusione della poesia dialettale marchigiana, e infine Proiecta, cataloghi d'arte. Ne ha ben preso di coraggio il nostro amico nel corso degli anni!
Come avviene in tali viaggi però i desideri non sempre si realizzano. Giorgio mi parla del suo bel rapporto con Pier Vittorio Tondelli iniziato nel 1987 e interrotto dalla sua improvvisa scomparsa. Un rapporto compartecipato, nutrito da comuni esperienze generazionali rivisitate criticamente attraverso il filtro del tempo, e che aveva portato alla progettazione di un nuovo testo, Sante Messe. Un progetto editoriale che tale è purtroppo rimasto.
Scheiwiller, a tal proposito, sempre in occasione del decennale de L'Obliquo, prende al volo una stravagante, ma interessantissima proposta di Fulvio Panzeri, avanzata nel 1994 a Milano presentando una mostra d'arte di Bertelli a Palazzo Sormani, e così s'impegna con i lettori: " (...) per festeggiare le mie nozze d'oro con i libri, nel 2001 conto di pubblicare Il catalogo dei libri che non ho pubblicato (...) ". Proposta magnificamente dirompente, promessa che purtroppo non poté mantenere, ma che pregherei Giorgio di far propria. Una raccolta di appunti, di cronache, di sogni, d'incontri che, per destino od altro, hanno subìto mutilazioni. Il diario di bordo della parte in ombra del viaggio. "E sarà un catalogo bellissimo".