|
Dedicato
a Edo.
Sono partita la mattina stessa in cui Edo ha deciso di lasciarci.
Valigia alla porta, treni prenotati, sto per uscire, il telefono
squilla. Non volevo più partire. Sono partita. Con te, Edo.
Mi sono inventata che eri con me, come quando si mette un cerotto
su una ferita per non vederla. Io sono brava ad inventare ma, guarda
caso, in treno c'era sempre accanto a me un posto vuoto. Incredibile.
Comincio a credere che quello che a volte m'invento abbia una sua
ragione. Così abbiamo commentato con ironia e passione le
notizie del giorno, mi hai accompagnato ai binari giusti e mi hai
subito indicato, sorridendo, la persona che mi stava aspettando
ma che non conoscevo: eccolo lì... non lo vedi?... è
uguale a noi!
Edizioni
L'Obliquo, Brescia
Incontro con Giorgio Bertelli
Stazione di Brescia. Non ci conosciamo personalmente. Cerco di
focalizzare le sue minime, fumose e quantomai anonime indicazioni
telefoniche per individuarlo. Tento un sorriso scemo ad un tipo
alto, barbetta e lenti. E' lui.
Bella persona Giorgio Bertelli, editore raffinatissimo delle edizioni
L'Obliquo. Un intellettuale elegante, cortese, garbato. Un amico
amabile con cui passeggio chiaccherando in perfetta sintonia per
gli angoli e le piazze di questa splendida città che non
conoscevo. Dalla sua bella casa-torre che mi ospita, un osservatorio
sulla città, ci avviamo verso lo studio poco distante,
molto spazioso e spudoratamente ordinato. Mi mostra l'archivio.
Che bellezza! Insieme sfogliamo, cerchiamo titoli... Ecco le prime
edizioni, con il logo stampato a secco... e le ultime... Il tavolo
è una distesa di leccornie... Prendi pure... Ma noo!...
Che indigestione per la mia ingorda valigietta rossa! Ci sediamo?
Dimmi di te. Dico di lui.
Nato in questa città nel 1957, lascia la facoltà
di Economia e Commercio ad un passo dalla laurea e si dedica completamente
al suo attuale lavoro d'artista e di editore. Un artista soprattutto
grafico, affascinato dalle suggestioni profetiche delle tematiche
bibliche, ma anche visionario contaminatore di immagini, manipolatore
di presenze estreme in terracotta, creatore di allarmanti percorsi
di morte antropologica, in una ricerca concettuale ed espressiva
sui temi fondamentali dell'uomo e della sua storia. Sintomaticamente,
questa ricerca intellettuale di appassionata testimonianza civile
é avvertibile nel percorso della sua attività editoriale.
Un po' per gioco, molto per amore, nel 1985 Bertelli con Aurora
Rivadossi, pubblica il primo volume delle edizioni L'Obliquo in
duecento copie e cinquanta esemplari numerati con una sua acquaforte,
I Canti di Maldoror - sette brani scelti dal primo canto di Isidore
Ducasse, conte di Lautréamont. Mai avrebbe pensato che
da lì sarebbe iniziata un'attività editoriale vera
e propria, ma, come spesso avviene nella vita, l'imprevedibile
è sempre in agguato. Attilio Lolini dedica al libro una
bella recensione su Il Manifesto. Bertelli scrive a Lolini per
ringraziarlo. Il poeta lo incoraggia a continuare, ad osare. Inizia
così la loro bella amicizia come pure l'avventura editoriale
de L'Obliquo.
A sostenerlo nella difficile ma appassionante impresa gli amici
intellettuali, artisti, scrittori, editori, che a mano a mano
si affacciavano incuriositi, coinvolti, affascinati. Infatti,
é proprio il fascino, la seduzione della ricerca, che si
trasmette per incanto in questo circuito di intelligenze elette
e laboriose che é la piccola editoria domestica, fuori
dal grande mercato. L'intreccio dei rapporti disinteressati, che
si intensificano nella progettazione e durante il lavoro, permane
dopo, in tutta la sua variegata ma intera umanità. L'incontro
diventa quindi punto determinante d'intesa e sodalizio. Il profitto,
ma la parola non é certamente adeguata in simili imprese!,
é senza dubbio insignificante, subordinato al piacere della
costruzione di ogni libro. Ciò identifica una differenza
rispetto alla produzione delle grosse case editrici, percepibile
nella qualità dei titoli, nella cura dei testi e della
grafica.
Alla fine degli anni ottanta il libridinoso Vanni Scheiwiller,
curiosando fra i piccoli editori in mostra a Bel Gioioso per la
prima grande mostra mercato Parole nel tempo, ebbe ad imbattersi
con le edizioni di Giorgio Bertelli. Si congratulò con
il giovane editore e lo sostenne nel tempo di poi. Infatti, in
occasione del decennale delle pubblicazioni de L'Obliquo, in catalogo,
per la mostra organizzata a Brescia nel 1996 dall'Associazione
Artisti Bresciani, Scheiwiller così scriverà: "
(...) come i migliori tra i "piccoli editori", Bertelli
e "L'Obliquo" tendono coraggiosamente, con serena caparbia
disperazione, alla ricerca, anzi al recupero del lettore che non
vuol farsi condizionare, insofferente per i libri programmati,
ansioso di scrittori italiani e stranieri, di artisti italiani
e stranieri, non inseriti nel "sistema" dell'editoria
odierna, al di fuori cioè della commercializzazione (...)
".
Nel dicembre del '99, per la presentazione del catalogo delle
edizioni L'Obliquo in Milano, Vincenzo Consolo, come in amabile
conversazione con lo Scheiwiller di cui sopra, precisa: "
(...) tanto più importante, necessaria oggi questa editoria
"obliqua" quanto più l'editoria verticale, la
prepotente industria editoriale tende ad omologare e a far smarrire
il lettore, a porre tutto in una deprimente orizzontalità
di senso, di valore, in cui sembra non lasciare spazio alle divergenze
(...) ". E con lui, sarcasticamente, Lolini: " (...)
un libro facilmente reperibile é un non libro essendo assimilabile
ad un prodotto qualsiasi: un Oscar, un Mito o quant'altro, é
un prodotto identico ad un sofficino Findus o ad un pollo Arena
(...) ".
Ma guardiamoli insieme questi libri, questi gioielli. Ogni anno
per i caratteri de L'Obliquo escono sette, otto titoli. Sfogliando
il catalogo, che v'invito a consultare (www.edizionilobliquo.it),
ci rendiamo conto dell'amore e della ricercatezza di questo editore.
Innanzitutto le collane, addirittura sei con un preziosissimo
Fuori collana.
Interferenze si apre con i primi testi inediti pubblicati nel
1986. Qui troviamo Fortini, il gruppo teatrale d'avanguardia I
Magazzini Criminali e Bertelli stesso con i suoi disegni, Il mio
Cohélet. Poi ecco spuntare Conrad, London, La Capria, Fofi,
Bataille, Genêt ed altri grandi fino a Kuzmin, in tutto
ventinove titoli. Ma le più nutrite sono la bianca collana
di narrativa Polaroid e la colorata Ozî, interamente dedicata
alla poesia. Di piccolo formato, 17x13, copertina in cartoncino
ruvido con ampio risvolto, bella carta interna, bianca per Polaroid,
avorio per Ozî. Alcuni nomi? Donatoni, Céline, Artaud,
Scarabicchi, Verlaine, Basso, Lolini, Casiraghy e Rinaldi, De
Luca. Tutti chiaramente inediti.
Queste tre collane, curate da Bertelli in prima persona, prevedono
una tiratura tipografica (in genere sulle cinquecento copie) ed
una limitata (mai superiore a cento) con un'opera originale d'artista
(acquaforte, lito, disegno, fotografia) dello stesso formato del
libro. Qui compaiono i nomi di Boetti, Schifano, Accardi, Messina,
Cascella, Conti, Salvo, Paolini, Bertelli stesso e molti altri
ancora, eccellenti ed emergenti. Appassionati collezionisti han
quindi suggerito all'editore di promuovere una forma di abbonamento.
Così Bertelli, ogni anno, propone una disponibilità
limitata a trenta abbonamenti. Quest'anno, per esempio, cinque
titoli inediti con opera d'autore, al prezzo accessibile di 155
euro. E qui per voi, amici del Grandevetro, ecco in anteprima
le prossime uscite: un sospirato e quanto mai atteso Vincenzo
Consolo con Isole dolci del dio, e poi Mark Strand, Francis Ponge,
Paolo Febbraro, Raymond Queneau.
Ancora in catalogo troviamo, a cura di Sandro Lombardi de I Magazzini,
la collana Opuscoli, tra i cui titoli spicca il testo di Luzi,
Via Crucis al Colosseo. Poi Letture "Centro Franco Scataglini",
nata in collaborazione con il comune di Ancona e curata dal Centro
stesso per la diffusione della poesia dialettale marchigiana,
e infine Proiecta, cataloghi d'arte. Ne ha ben preso di coraggio
il nostro amico nel corso degli anni!
Come avviene in tali viaggi però i desideri non sempre
si realizzano. Giorgio mi parla del suo bel rapporto con Pier
Vittorio Tondelli iniziato nel 1987 e interrotto dalla sua improvvisa
scomparsa. Un rapporto compartecipato, nutrito da comuni esperienze
generazionali rivisitate criticamente attraverso il filtro del
tempo, e che aveva portato alla progettazione di un nuovo testo,
Sante Messe. Un progetto editoriale che tale è purtroppo
rimasto.
Scheiwiller, a tal proposito, sempre in occasione del decennale
de L'Obliquo, prende al volo una stravagante, ma interessantissima
proposta di Fulvio Panzeri, avanzata nel 1994 a Milano presentando
una mostra d'arte di Bertelli a Palazzo Sormani, e così
s'impegna con i lettori: " (...) per festeggiare le mie nozze
d'oro con i libri, nel 2001 conto di pubblicare Il catalogo dei
libri che non ho pubblicato (...) ". Proposta magnificamente
dirompente, promessa che purtroppo non poté mantenere,
ma che pregherei Giorgio di far propria. Una raccolta di appunti,
di cronache, di sogni, d'incontri che, per destino od altro, hanno
subìto mutilazioni. Il diario di bordo della parte in ombra
del viaggio. "E sarà un catalogo bellissimo".

|