Le Edizioni dell'Ombra
Simonetta Melani

 

Preoccupati? Voglio pensare di sì. Voglio egoisticamente pensare che fra le enormi preoccupazioni che agitano gli animi di questi tempi, qualcuno di voi si possa essere anche intristito un briciolo, un mendrugo in più, costatando l'assenza della mia abituale rubrichetta. Un sudorino, un doloretto fuoristagione... lo spero, che volete farci son fatta così! E per voi, fedeli lettori delle mie brame (ve lo avevo spiegato fin dall'inizio però che qui non è come alla TV, che qualche inciampino si sarebbe presentato, v. Il Grandevetro n. 55, se proprio vi piccate), e a maggior ragione a dispetto di chi mi vuol male (gelosie femminee di basso profilo? Non so ma queste mai si sanno ed è sempre bene metterle nel conto) eccomi sparata come superinviataspecialeGv a Salerno. Era ormai diventata una sfida: ma quand'è che vai a Salerno? ma quand'è...? Tranquilli... tranquilli...

Edizioni dell'Ombra, Salerno
Incontro con Gaetano Bevilacqua

Me lo immaginavo nero e arabo Gaetano ed invece è biondo e nordico ed a Salerno, che è sua terra, si sente spaesato. Vive in un palazzo da cui si vede il mare con Margherita e Bice, due belle donne: una insegna inglese, l'altra sculetta indecentemente per casa e parla una comprensibilissima lingua gattina. Anche Gaetano insegna inglese ma, oltre a questo, incide benissimo all'acquaforte e stampa come editore dei libretti meravigliosi. Non vende. Il suo lavoro editoriale circola in ambiti ristrettissimi ed è oggetto di aristocratico baratto con altri editori anomali, che, per la loro consuetudine al dono (e il dono nella storia editoriale di Gaetano c'entra molto) e per l'amorosa dedizione assolutamente non speculativa, definirei i sovversivi dell'editoria. Come mi piacciono, quanto gli voglio bene, come ci sguazzo volentieri in mezzo a questa schizofrenia!
Io conoscevo le Edizioni dell'Ombra per averle viste e toccate (cosa di grandissima importanza) da Fabrizio Mugnaini (Luna e Gufo, ricordate?). Mentre infatti mi mostrava le sue edizioni, Fabrizio tirò fuori come da un cappello magico una serie di plaquettes piccole ed estremamente raffinate, esclusivamente dedicate alle conchiglie. Così mi parlò di Gaetano Bevilacqua, coeditore e costruttore di ogni singola plaquette della collana, ideatore del logo colorato su copertina grigia che rimanda, per segno e colore, alla xilo stampata, tono su tono come un damasco e a campo intero, sull'alta fascetta verticale che fa da fermapagine.
Per ora sono sette, mi dice Gaetano, e me le pone davanti Le Conchiglie. Saranno esposte per la prima volta alla Galleria Cinquesensi di Milano in settembre. Ma andrete avanti?, dico io. Chissà, fa lui misterioso. " Come Fabrizio non ho problemi di tempo. Con lui collaboro dal 1998, ma ci siamo visti di persona solo una volta! Amo la poesia e l'incisione da sempre ma non mi ritengo un editore, vado avanti senza pormi traguardi particolari. Lavoro solo se sono motivato e certi accoppiamenti fra autori nascono così, per naturale complicità e gioco d'assonanze, in modo jazzistico dico io".
Sono sette le belle conchiglie. Numero magico. E sette sono gli eccezionali librettini di vario formato della collana El mendrugo di pane, nata nel 1995 con il pittore argentino Duilio Gabriel Lòpez. La cartellina avorio, con in basso il bel logo scarlatto, cartonata e piegata a tre, racchiude due doppioni liberi di hahnemuhle (frontespizio, poesie ed incisione, colophon). Qui troviamo le incisioni di Lòpez e di Bevilacqua con una ballata popolare scozzese, con Maurizio Marotta, con Leonardo da Vinci, tradotto anche in inglese, con Shakespeare e un delicatissimo Paolo Febbraro. L'ultimo librino è del 1999, Un Haiku di Issa con un linoleum di J. Rueda.
Una sensualissima morbidezza è nelle carte trattate da Gaetano. Ma non solo. La carta sprigiona la docilità della fibra in cotone come un tessuto consunto e rimanda, grazie ai bagni e ai calchi, ad un vissuto, ad una storia, uscendo così dall'anonimato industriale. La carta di Gaetano parla. Tutte le sue carte, anche la copertina, sono ad una ad una bagnate, tamponate e tirate a mano con torchio in esemplari che in genere non superano i cinquanta. La cosa curiosa però è che, come vi ho accennato, l'attività editoriale di Gaetano inizia con un dono: un tirabozze da banco.
Gaetano, nato a Casagiove (CE) nel 1959, dopo gli studi universitari si trasferisce in Lombardia, a Calolziocorte. Frequenta a Milano nel 1989 e per due anni un corso civico di incisione tenuto da Lucio Passerini e Francesca Fornerone. Sono di questo periodo le prime uscite artistiche: una cartellina con cinque incisioni dedicate al poeta siciliano Bartolo Cattafi e una mostra tenuta a Palazzo Sormani, "Proposte 1990". Inizia a costruire per gioco piccole plaquettes, finché nel 1992 esce con il logo dell'Ombra un'elegante cartellina dal titolo Armature. Contiene una prosa assolutamente bella dell'amico Maurizio Marotta e tre sue piccole eccezionali incisioni. Ne spedisce una ad Alberto Casiraghy che di lì a poco lo invita a collaborare come incisore alle sue edizioni (Pulcinoelefante, ricordate?). E fu proprio lui che in seguito gli regalò un suo tirabozze da banco, indicandogli, come fanno i buoni gnomi delle fate dei boschi brianzoli che noi ben conosciamo, la giusta strada. Coincidenza volle poi, e i casi non vengono a caso, che sempre un esemplare di Armature spedito all'amato poeta Roberto Deidier facesse iniziare con questo una bella collaborazione. Nacque così infatti il secondo titolo dell'Ombra, Tre poesie, che è il primo della collana in umbra educatae ad esser stato tirato col magico tirabozze.
In vari formati sono qui presenti trenta titoli. In grande eleganza di carta amalfitana o tedesca (e talora con il segno calcografico a piena pagina che ingloba il testo), ecco autori come Blok o Larkin con Francesca Fornarone; Sinisgalli con Salvo Del Prete; ancora Larkin, Marotta, D'Arienzo, Fet, Pezzella ed Esenin con Pierluigi Puliti; Trasciatti o D'Anna con Roberto Alquati; Casiraghy con Luciano Ragozzino; Carlotto con Duilio Lòpez, Graciela Desimoni ed ancora Alquati; Leonardo da Vinci, tradotto in ceco stavolta, con le xilo di Martin Manojlín; Deidier con una maniera nera di Giulia Napoleone e poi ancora ecco le incisioni di Gaetano, minuziose, elegantissime, che riportano ad antiche pavimentazioni sacre o segni d'aria, a tessuti ricamati o a trame di paesaggi, miniature in punta di grammofono. Eccole con Libero De Libero, Valdo d'Arienzo, Stephen Spender, Giancarlo Cavallo, Roberto Deidier, Ìbico, Andrea Martini; eccole con canti lirici irlandesi, con Elio Pecora, Fernando Pessoa, Marcello Napoli ed ancora Alessandro Trasciatti. Non sempre i testi sono inediti, ma in questi casi l'originalità della proposta sta nelle traduzioni commissionate. Le birichine plaquettes infatti girano, prendendo anche percorsi strani. Per esempio quella di Massimo Carlotto che si trova nella sede delle Nonne di Plaza de Mayo! (fu infatti grazie ai collaboratori della plaquette che nel 1995 Carlotto decise di lavorare al libro-denuncia Le irregolari, Buenos Aires horror tour, Edizioni e/o).
La recente collana il golfo del 2001 segna definitivamente il rientro di Gaetano in Campania. Qui in unico formato (cm.18,4x13,3) troviamo tre titoli: Mnemosyne (un frammento dalla lamina orfica di Hippònion/Bevilacqua), Conchiglia (Trasciatti/Alquati) e Anni (Febbraro e Giorgio Bertelli, ricordate le Edizioni L'Obliquo?).
Un rientro sofferto in verità ma usciamo e andiamo a prender aria sul mare... a chiamar erba. Gaetano mi parla infatti di un rito contadino propiziatorio alla primavera. Potrebbe essere il titolo di una sua prossima collana dedicata ai giovani... Le belle coppiette, la costiera, l'odore, le palme. Il lungomare è lungo e bello assai... Qui a piccoli gruppi stanno donne russe. Sono badanti. E sono tante. Bionde e rosse, scollacciate e piacenti. Si dicono in quella loro lingua gentile. Sembran felici sotto il sole con i loro cartocci di rosticceria. Chissà. Davanti a noi stalla dai primi di febbraio la nave avvelenata, ricordate?, è sempre là. Ma che bel sole! Potete anche voi, miei cari lettori, passeggiare con noi. Troppo furba? Intanto visitate il sito delle Edizioni dell'Ombra, www.bulino.com e ditemi cosa ne pensate. Alla prossima.