Preoccupati? Voglio pensare di sì.
Voglio egoisticamente pensare che fra le enormi preoccupazioni
che agitano gli animi di questi tempi, qualcuno di voi si possa
essere anche intristito un briciolo, un mendrugo in più,
costatando l'assenza della mia abituale rubrichetta. Un sudorino,
un doloretto fuoristagione... lo spero, che volete farci son
fatta così! E per voi, fedeli lettori delle mie brame
(ve lo avevo spiegato fin dall'inizio però che qui non
è come alla TV, che qualche inciampino si sarebbe presentato,
v. Il Grandevetro n. 55, se proprio vi piccate), e a maggior
ragione a dispetto di chi mi vuol male (gelosie femminee di
basso profilo? Non so ma queste mai si sanno ed è sempre
bene metterle nel conto) eccomi sparata come superinviataspecialeGv
a Salerno. Era ormai diventata una sfida: ma quand'è
che vai a Salerno? ma quand'è...? Tranquilli... tranquilli...
Edizioni
dell'Ombra, Salerno
Incontro con Gaetano Bevilacqua
Me lo immaginavo nero e arabo Gaetano ed invece è biondo
e nordico ed a Salerno, che è sua terra, si sente spaesato.
Vive in un palazzo da cui si vede il mare con Margherita e Bice,
due belle donne: una insegna inglese, l'altra sculetta indecentemente
per casa e parla una comprensibilissima lingua gattina. Anche
Gaetano insegna inglese ma, oltre a questo, incide benissimo
all'acquaforte e stampa come editore dei libretti meravigliosi.
Non vende. Il suo lavoro editoriale circola in ambiti ristrettissimi
ed è oggetto di aristocratico baratto con altri editori
anomali, che, per la loro consuetudine al dono (e il dono nella
storia editoriale di Gaetano c'entra molto) e per l'amorosa
dedizione assolutamente non speculativa, definirei i sovversivi
dell'editoria. Come mi piacciono, quanto gli voglio bene, come
ci sguazzo volentieri in mezzo a questa schizofrenia!
Io conoscevo le Edizioni dell'Ombra per averle viste e toccate
(cosa di grandissima importanza) da Fabrizio Mugnaini (Luna
e Gufo, ricordate?). Mentre infatti mi mostrava le sue edizioni,
Fabrizio tirò fuori come da un cappello magico una serie
di plaquettes piccole ed estremamente raffinate, esclusivamente
dedicate alle conchiglie. Così mi parlò di Gaetano
Bevilacqua, coeditore e costruttore di ogni singola plaquette
della collana, ideatore del logo colorato su copertina grigia
che rimanda, per segno e colore, alla xilo stampata, tono su
tono come un damasco e a campo intero, sull'alta fascetta verticale
che fa da fermapagine.
Per ora sono sette, mi dice Gaetano, e me le pone davanti Le
Conchiglie. Saranno esposte per la prima volta alla Galleria
Cinquesensi di Milano in settembre. Ma andrete avanti?, dico
io. Chissà, fa lui misterioso. " Come Fabrizio non
ho problemi di tempo. Con lui collaboro dal 1998, ma ci siamo
visti di persona solo una volta! Amo la poesia e l'incisione
da sempre ma non mi ritengo un editore, vado avanti senza pormi
traguardi particolari. Lavoro solo se sono motivato e certi
accoppiamenti fra autori nascono così, per naturale complicità
e gioco d'assonanze, in modo jazzistico dico io".
Sono sette le belle conchiglie. Numero magico. E sette sono
gli eccezionali librettini di vario formato della collana El
mendrugo di pane, nata nel 1995 con il pittore argentino Duilio
Gabriel Lòpez. La cartellina avorio, con in basso il
bel logo scarlatto, cartonata e piegata a tre, racchiude due
doppioni liberi di hahnemuhle (frontespizio, poesie ed incisione,
colophon). Qui troviamo le incisioni di Lòpez e di Bevilacqua
con una ballata popolare scozzese, con Maurizio Marotta, con
Leonardo da Vinci, tradotto anche in inglese, con Shakespeare
e un delicatissimo Paolo Febbraro. L'ultimo librino è
del 1999, Un Haiku di Issa con un linoleum di J. Rueda.
Una sensualissima morbidezza è nelle carte trattate da
Gaetano. Ma non solo. La carta sprigiona la docilità
della fibra in cotone come un tessuto consunto e rimanda, grazie
ai bagni e ai calchi, ad un vissuto, ad una storia, uscendo
così dall'anonimato industriale. La carta di Gaetano
parla. Tutte le sue carte, anche la copertina, sono ad una ad
una bagnate, tamponate e tirate a mano con torchio in esemplari
che in genere non superano i cinquanta. La cosa curiosa però
è che, come vi ho accennato, l'attività editoriale
di Gaetano inizia con un dono: un tirabozze da banco.
Gaetano, nato a Casagiove (CE) nel 1959, dopo gli studi universitari
si trasferisce in Lombardia, a Calolziocorte. Frequenta a Milano
nel 1989 e per due anni un corso civico di incisione tenuto
da Lucio Passerini e Francesca Fornerone. Sono di questo periodo
le prime uscite artistiche: una cartellina con cinque incisioni
dedicate al poeta siciliano Bartolo Cattafi e una mostra tenuta
a Palazzo Sormani, "Proposte 1990". Inizia a costruire
per gioco piccole plaquettes, finché nel 1992 esce con
il logo dell'Ombra un'elegante cartellina dal titolo Armature.
Contiene una prosa assolutamente bella dell'amico Maurizio Marotta
e tre sue piccole eccezionali incisioni. Ne spedisce una ad
Alberto Casiraghy che di lì a poco lo invita a collaborare
come incisore alle sue edizioni (Pulcinoelefante, ricordate?).
E fu proprio lui che in seguito gli regalò un suo tirabozze
da banco, indicandogli, come fanno i buoni gnomi delle fate
dei boschi brianzoli che noi ben conosciamo, la giusta strada.
Coincidenza volle poi, e i casi non vengono a caso, che sempre
un esemplare di Armature spedito all'amato poeta Roberto Deidier
facesse iniziare con questo una bella collaborazione. Nacque
così infatti il secondo titolo dell'Ombra, Tre poesie,
che è il primo della collana in umbra educatae ad esser
stato tirato col magico tirabozze.
In vari formati sono qui presenti trenta titoli. In grande eleganza
di carta amalfitana o tedesca (e talora con il segno calcografico
a piena pagina che ingloba il testo), ecco autori come Blok
o Larkin con Francesca Fornarone; Sinisgalli con Salvo Del Prete;
ancora Larkin, Marotta, D'Arienzo, Fet, Pezzella ed Esenin con
Pierluigi Puliti; Trasciatti o D'Anna con Roberto Alquati; Casiraghy
con Luciano Ragozzino; Carlotto con Duilio Lòpez, Graciela
Desimoni ed ancora Alquati; Leonardo da Vinci, tradotto in ceco
stavolta, con le xilo di Martin Manojlín; Deidier con
una maniera nera di Giulia Napoleone e poi ancora ecco le incisioni
di Gaetano, minuziose, elegantissime, che riportano ad antiche
pavimentazioni sacre o segni d'aria, a tessuti ricamati o a
trame di paesaggi, miniature in punta di grammofono. Eccole
con Libero De Libero, Valdo d'Arienzo, Stephen Spender, Giancarlo
Cavallo, Roberto Deidier, Ìbico, Andrea Martini; eccole
con canti lirici irlandesi, con Elio Pecora, Fernando Pessoa,
Marcello Napoli ed ancora Alessandro Trasciatti. Non sempre
i testi sono inediti, ma in questi casi l'originalità
della proposta sta nelle traduzioni commissionate. Le birichine
plaquettes infatti girano, prendendo anche percorsi strani.
Per esempio quella di Massimo Carlotto che si trova nella sede
delle Nonne di Plaza de Mayo! (fu infatti grazie ai collaboratori
della plaquette che nel 1995 Carlotto decise di lavorare al
libro-denuncia Le irregolari, Buenos Aires horror tour, Edizioni
e/o).
La recente collana il golfo del 2001 segna definitivamente il
rientro di Gaetano in Campania. Qui in unico formato (cm.18,4x13,3)
troviamo tre titoli: Mnemosyne (un frammento dalla lamina orfica
di Hippònion/Bevilacqua), Conchiglia (Trasciatti/Alquati)
e Anni (Febbraro e Giorgio Bertelli, ricordate le Edizioni L'Obliquo?).
Un rientro sofferto in verità ma usciamo e andiamo a
prender aria sul mare... a chiamar erba. Gaetano mi parla infatti
di un rito contadino propiziatorio alla primavera. Potrebbe
essere il titolo di una sua prossima collana dedicata ai giovani...
Le belle coppiette, la costiera, l'odore, le palme. Il lungomare
è lungo e bello assai... Qui a piccoli gruppi stanno
donne russe. Sono badanti. E sono tante. Bionde e rosse, scollacciate
e piacenti. Si dicono in quella loro lingua gentile. Sembran
felici sotto il sole con i loro cartocci di rosticceria. Chissà.
Davanti a noi stalla dai primi di febbraio la nave avvelenata,
ricordate?, è sempre là. Ma che bel sole! Potete
anche voi, miei cari lettori, passeggiare con noi. Troppo furba?
Intanto visitate il sito delle Edizioni dell'Ombra, www.bulino.com
e ditemi cosa ne pensate. Alla prossima.