Le Edizioni Pulcinoelefante
Simonetta Melani

 

Continuando a vagabondare per i sentieri intricanti quanto lusinghieri della piccola giungla di cellulosa, cammina cammina si può scorgere lontano lontano una lucina maghinamagò.
Una casa! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, anche questa volta avete sbagliato... Suvvia, potreste mai abitare in una casa con pareti coperte da pile di carta ed anche con mobili imbottiti di carta e tavoli e camere e cucina pieni zeppi di carta? Sììì?! E allora, perbacco, non avete sbagliato!
La lucina, quindi, di una casa zeppa di buoni libri da leggere e da mangiare: foglie di fogli, sfoglie di foglio, carta panna-pannosa-appannata corposa e leggera come una cialda, cantucci di poesie, pasticci pestati e rimpastati con inchiostri sciroppini e burrose ripassate di marmellatine acquerelline trasparenti come il miele, mmmmh... E che altro ancora? Cassetti uno-tira-l'altro traboccanti di una infinita varietà di biscottini duri-duri-di-legno-duro odoroso da leccarsi i baffi, a forma di animaletti, di piccoli mostri dormienti o azzannanti o di quel-che-volete-c'è incisi al punto giusto da un vecchissimo pasticcere magomerlino ultracentenario... E che dire poi delle civettuole paroline fantasmine di pastafrolla danzanti in bisbiglianti canzoncine, novelline, scherzetti o pensierini piccini piccini picciò nella notte blu o buia e tempestosa? Manca qualcosa? Sì, manca la strega.
Zitti, zitti, eccola, anzi... eccolo!


Le Edizioni Pulcinoelefante, Osnago (LC)
Incontro con Alberto Casiraghy

Strabiliante. Ecco la prima impressione che si ha davanti a questo piccolo uomo che ti apre le braccia, che ti dona la sua casa con un'ospitalità impareggiabile e che per tutti quelli che entrano ha una parola di benvenuto, un sorriso di accoglienza, un caffè. E sono tanti, tanti... Scrittori, poeti, artisti, intellettuali, amici, parenti si avvicendano in un andirivieni per un semplice saluto o per una visita di cortesia in questa vecchia villetta a due piani, dove ogni stanza ha una funzione editoriale, dalla cucina-rilegatoria alle camere-archivio.
Mi presenta a tutti, parla loro della nostra rivista come di uno dei pochi miracoli esistenti. "Ma guardate cosa fanno questi toscani - dice a Giancarlo Consonni e a Marco Giovenale - guardate quanta "roba" c'è qui dentro! Guardate la grafica! Ma come fate?! Bisogna fare un Pulcino con questo Pannocchia!" - "Ma Sergio non è un poeta!" - "Ma non importa, glielo facciamo lo stesso!".
Ogni volta che vado da Alberto Casiraghy è come riprendere amabilmente una conversazione appena interrotta per un caso accidentale, una pausa del pentagramma. E' musica infatti la sua voce che in un lieve intercalare brianzolo passa ora da serie considerazioni ecologico-politiche all'ultima visita o telefonata della sua amatissima Alda Merini, la Garibaldi del Pulcinoelefante, o ad un saluto alle sue "ragazze" ruspanti nell'orticello, a cui mai tirerà il collo, e alle caprette tibetane con i due conigli risanati.
L'incontro con Alda Merini è stato determinante. Oltre che suo fraterno amico le ha pubblicato ben settecento titoli. "La Merini ha un'immensa cultura! Non è una persona, è un fiume, un vortice, un vulcano... E' incontenibile e la credo paragonabile in questo proprio a Carmelo Bene", mi dice mentre la radio dà notizia della morte del Grandissimo.
Assolutamente vegetariano e astemio vive di una semplicità fatta di pochi oggetti del vivere quotidiano, gli essenziali, ma la sua tavola è sempre pronta ad esser apparecchiata per nuovi ospiti. Questa magia della gentilezza ti depista e ti accoglie, ti fa sedere nella sua cucina davanti al focolare e dimenticare lo stress del viaggio, il caos di Milano da poco lasciato, in un rinnovato miracolo di pace e di lavoro artigianale, fatto di sapienza e cura. "Ognuno deve fare ciò che sa fare e basta".
Liutaio, violinista, ex tipografo de Il Giornale di cui componeva la prima pagina con Montanelli, disegnatore eccezionale e surreale come pure scrittore ironico e raffinato, Alberto è anche un grandissimo editore. Certamente eccezionale se Vanni Scheiwiller, "non ci voleva altro per scatenare la curiosità di un libridinoso come me", nel 1997 dedicò un Catalogo Generale, sotto i tipi All'Insegna del Pesce d'Oro, alle sue 1723 pubblicazioni, dal 1982 (anno di nascita della casa editrice) al 1996, e se il prossimo catalogo sarà pubblicato da Einaudi. Oggi, 16 marzo 2002, siamo già al titolo 4727. " Sono il panettiere degli editori, l'unico editore che stampa in giornata ".
Signori e signore, ecco a voi le Edizioni Pulcinoelefante. Un'eleganza assoluta, Due doppioni di carta da incisione color naturale cuciti a mano sul dorso; caratteri in piombo Bodoni corpo 8 neretto, stampati da una efficientissima quantomai arzilla Superaudax anni Quaranta.
Un aforisma o un pensiero, una brevissima poesia, una dedica, una lettera inedita in prima pagina; un intervento d'artista, un'incisione o un collage, un acquerello, una foto o un oggetto-souvenir in seconda e sul retro copertina, il colophon attestante la tiratura, che non supera di regola le 33 copie. Ed ogni libriccino è così interamente un'opera d'arte.
E' un'opera che gioca sull'ironia, sul doppio senso, sulla metafora delle parole. C'è una bella libertà dell'accostamento che fa incontrare autori noti (Franco Loi, Bruno Munari, Enrico Baj, Ottiero Ottieri, Fernanda Pivano, Gillo Dorfles, Emilio Tadini e quanti altri ancora) con altri sconosciuti, che dà ospitalità anche ai dimenticati della società. Insomma ci sono gli elefanti e i pulcini che si danno la mano in pieno clima libertario e democratico ed è questa la forza di questi libri, questo pieno diritto di cittadinanza egualitaria.
Ci passi sopra la mano e tocchi la bellezza. Ecco l'ondeggiare dei caratteri palpabili in bella linea, ecco i solchi gentili, calibrati nel millesimo di millimetro, delle xilo immancabili del grande Maestro Adriano Porazzi, uno degli ultimi massimi esecutori silografi italiani. Il logo delle edizioni in basso ed una piccola xilo in alto, sotto il titolo di ogni plaquette.
Ci passi sopra la mano e puoi scoprire anche l'onda in rilievo di Luigi Mariani, artista che ricordo con affetto per la sua grazia e generosità oltre che per la bravura. La sua è nelle edizioni una nota di grande eleganza, sempre diversa, che dall'interno si riversa in copertina per interventi di colore e in oro su un testo o un segno di artista. La collanina degli "Oro", appunto, di cui ogni titolo non supera in genere le diciannove copie.
Alberto mi apre i tanti cassetti da tipografo contenenti una miriade di matrici in legno di bosso di impareggiabile bellezza. Cinquecento matrici che il Grande Vecchio Porazzi, che si definisce "un dinosauro che guarda dall'alto" e che è uomo buono e semplice, ha eseguito per la Pulcinoelefante ritrovando nuovamente la ragione di lavorare.
Indipendentemente dal valore di mercato delle opere contenute, le plaquettes sono vendute al prezzo politico di venticinquemila lire (fate voi il conto in euro). Sono vendute ai collezionisti, ai mercatini delle rarità, agli amanti della bellezza. Taluni autori eccellenti, molto pochi in verità, hanno obiettato sul prezzo di vendita, ma, ahimè per loro, Casiraghy è un romantico, uno che non molla, che non cede alle sirene del mercato. Suddivide in parti uguali le copie e lascia liberi gli autori di farne quel che credono, ma il suo è un prezzo fisso, alla portata di tutti. La bellezza è un bene collettivo.
In effetti questi piccoli e rari gioielli girano per mostre in tutto il mondo. Questo successo inizia un tantino a infastidirlo:"Troppe mostre, devo darmi una regolata!".
Il cancro dei poeti è un conto in banca ben fornito, dice Alberto in uno dei suoi eccezionali aforismi. Per questo è un poeta sanissimo. Solo queste entrate danno da vivere a lui e ad un suo socio, un ex fabbro ventottenne, un altro aristocratico poeta di aforismi, Roberto Dossi, che ci assicura: Quando un poeta muore diventa inchiostro.
Siamo andati insieme a salutarlo al mercatino dell'antiquariato di Imbersago dove aveva messo su una bancarella di Pulcini. Ne ho beccato subito uno con una lettera inedita di Alfonso Gatto consegnata da Maria Corti a Casiraghy e su cui è intervenuto con un disegno. Non contenta ne ho preso un altro di Roberto Dossi con un'incisione di Andrea Carini. Poi, visto che c'ero, ho preso anche un oro. Poi Alberto mi ha donato un mini-pulcino portafortuna di Loredana Valtolina, poi il Catalogo Scheiwiller, poi alcuni suoi libri pubblicati da La Vita Felice e la Galleria L'Affiche, poi... Insomma ragazzi, sono ritornata a casa orgogliosa come una chioccia! E come beccano questi pulcini, leggere per credere!

Marzo 2002